Piccola guida al riciclo del dono natalizio: analisi delle motivazioni e dei rischi di tale pratica diffusa e negata
Alzi la mano chi non l'ha fatto almeno una volta nella propria vita.
Faccia un passo avanti chi non ha mai subdolamente riciclato un regalo di Natale.
Puntualmente, nei due-tre giorni precedenti la vigilia, si ricevono regali e pensierini come se piovesse, e simultaneamente allo "scarto del dono", ci si accende la lampadina del riciclo.
Le intenzioni del riciclo non sono da leggere sempre come cattive o meschine.
Si ricicla infatti per mancanza di soldi (chi potrebbe contestare questa motivazione oggi?abbiamo delle buste paga che ormai sono solo buste perchè di paga non c'è più nemmeno l'ombra).
Si riclica per mancanza di tempo (anche questo punto chi potrebbe mai impugnarlo?trovare il tempo di fare un regalo nelle nostre città con i nostri ritmi psichedelici vissuti fra lavoro casa e famiglia, ritmi che, senza fare uso di stupefacenti, sono insostenibili per chiunque).
Si riclica per mancanza di idee (questa motivazione sarebbe insotenibile per una che come me adora fare regali, ma ci sono quelle persone che hanno tutto e che non amano fare niente, che non hanno passioni, non leggono, non vanno a teatro, non giocano, non fanno sport...come uscire dalla trappola del calzino o della cravatta che ti viene voglia di regalare a questi casi disperati?).
Si riclica quando si tratta dei regali-dovere, quelli che "dobbiamo farglielo per forza è il nostro portiere, il nostro medico, il nostro verduraio di fiducia che ci mette da parte le zucchine romanesche se stanno per finire", in quei casi devi e non sai che pesci pigliare ( a meno che non sia il nostro pescivendolo di fiducia..).
Si può poi essere spinti a riciclare per tutti i motivi suddetti e pertanto fare bingo di giustificazioni al riciclo.
Eticamente non c'è niente di più orribile del fatto di regalare qualcosa che qualcuno ha scelto per un altro, ma chi ci dice che anche l'altro non l'abbia riciclato?Tecnicamente non si può sapere la vera origine del dono nè la sua purezza, pertanto questo ci spinge a delinquere.
Ad esempio sono anni che penso a chi abbia il coraggio di acquistare davvero i panettoni tartufati ricoperti di cioccolata e ripieni di crema chantilly, noci, limone della costiera e rigatoni alla amatriciana, ho ipotizzato perciò che lo abbia comprato in origine una sola persona e che da allora giri sempre lo stesso, riciclato nei secoli dei secoli.
Ci sono solo due ostacoli al riciclo selvaggio e sono: il grado di oscenità del dono (vi assicuro che ogni anno si accumulano degli oggetti talmente orrendi da impedirti qualsiasi forma di "ridono" perchè ci si vergogna di cotanto coraggio e sprezzo del pericolo, ogni anno si riescono ad organizzare delle schifitombole eccitanti mettendo in palio il massimo dell'horror fatto statuina di coccio); ed il regalo con dedica impressa a fuoco, anche quello è un ostacolo enorme, state attenti o voi appartenti al popolo del riciclo soprattutto a: libro con dedica accorata, quadro con la firma retrostante del regalante ed il suo pensiero personalissimo, al bigliettino nominale fatto scivolare nella bottiglia di Countreau.
Ultimo accorato appello a chi si sta per lanciare nel riciclo da Vigilia: evitare di regalare l'anello stimolatore clitorideo alla maestra di vostro figlio, solo perchè il pacchetto era identico a quello che vi ha confezionato l'amica pazza.